Il neo ministro delle Politiche agricole Nunzia De Girolamo, in occasione della sua prima uscita pubblica durante l’assemblea dell’AGIA  (giovani agricoltori della CIA), che si è svolta l’8 maggio a Roma  ha rilanciato la necessità e l’impegno di “offrire” i terreni demaniali ai giovani agricoltori – anche attraverso l’intervento della Cassa depositi e prestiti. Il Pd aveva già richiesto con un’interrogazione a risposta scritta di procedere al decreto attuativo.   I terreni del demanio civile sono in realtà pochi. Il “pacchetto” più consistente è rappresentato infatti dai terreni pubblici delle province, dei comuni, e delle Asl che dovrebbero confluire ora al demanio o alla costituita Sgr (società gestione risparmio) deputata ad operare come “fondo dei fondi” per la messa sul mercato dei migliori cespiti dello Stato e degli enti locali, immobili e società di servizi. I tecnici sono al lavoro per capire in quale quadro di regole si può operare in tal senso per dare la possibilità agli agricoltori di accedere ai terreni pubblici promessi a più riprese da Saverio Romano prima e da Mario Catania poi.

Ma l’Assemblea dell’Agia ha messo in evidenza anche ad altre richieste e le proposte per aprire più confortanti prospettive alle nuove leve dell’agricoltura. Lo stesso slogan scelto, “Costruiamo l’Italia nuova”, è emblematico dell’impegno profuso per garantire certezze e strumenti validi a chi oggi sceglie il proprio futuro nell’attività imprenditoriale agricola. L’Agia -come ha ampiamente illustrato il presidente Luca Brunelli- ha chiesto al nuovo governo di individuare di una “strategia per il settore agroalimentare italiano” che consenta di realizzare un modello produttivo evoluto che sia capace di coniugare gli obiettivi della crescita sostenibile, intelligente e inclusiva (Europa 2020). Non solo. I giovani sollecitano l’istituzione della “Banca della Terra”, l’approvazione di una legge per la “Difesa del suolo e dell’agricoltura dalla cementificazione” e l’assegnazione nell’ambito del nuovo Piano strategico nazionale dello sviluppo rurale di risorse adeguate all’emergenza del ricambio generazionale, prevedendo l’istituzione di un “Pacchetto giovani multi misura personalizzabile”. L’Agia ha evidenziato anche l’esigenza di istituire un tavolo del credito tra Abi e Associazioni di giovani imprenditori che consenta di realizzare un sistema integrato tra banche, Ismea e Consorzi Fido, di aggiornare la gamma di prodotti e di lavorare all’istituzione di un Fondo europeo per la garanzia al credito riservato esclusivamente ai giovani imprenditori. I nostri giovani agricoltori hanno chiesto che nei prossimi dodici mesi vengano prese urgenti misure dal governo: approvare agevolazioni fiscali nell’ambito di un “Nuovo patto per la competitività dell’impresa”, in primis per Irap e Imu su imprese condotte da “under 40”; realizzare la riforma del sistema formativo che investa maggiormente nella scuola, nella consapevolezza che il capitale umano è ricchezza fondamentale di una comunità; rilanciare la ricerca e l’innovazione nell’ambito del programma Europa 2020, come leva strategica per una produzione agroalimentare che utilizzi in maniera sempre più efficace le risorse naturali disponibili, nell’interesse generale della società e soprattutto a garanzia delle generazioni future; perseguire e realizzare concretamente la semplificazione amministrativa, a partire dalla unificazione dei controlli amministrativi di competenza regionale: estendere la “Banda larga” in tutte le aree rurali per annullare il “digital divide” rispetto alle aree urbane.

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