
Bisogna costruire un agroalimentare davvero competitivo che guardi ai veri punti di forza e non ai falsi miti, perché se è vero che in questi anni di crisi il settore si è mostrato anticiclico garantendo produttività e lavoro, è altrettanto certo che resta soffocato dalla burocrazia e da costi fuori controllo, dal peso di mercati domestici fermi e dalla scarsa aggregazione e internazionalizzazione: di questo si è discusso a Roma nel corso della conferenza stampa di Agrinsieme, dove i presidenti del coordinamento tra Cia, Confagricoltura e Alleanza delle cooperative agroalimentari (Dino Scanavino, Mario Guidi, Giorgio Mercuri, Giovanni Luppi, Giampaolo Buonfiglio) hanno lanciato la prima Conferenza Economica di Agrinsieme, in programma il 18 novembre all’Auditorium della Conciliazione. Un evento pensato per aprire un dibattito e avviare un’iniziativa politica sull’assetto normativo e organizzativo del sistema agroalimentare italiano, che necessita di maggiore attenzione da parte delle Istituzioni e, soprattutto, di politiche economiche che abbiano come obiettivi il mercato, la crescita, l’occupazione e la sostenibilità.
