I dati 2013 del Pil hanno confermato la “tenuta” dell’agricoltura, anche se per le imprese la strada resta piena di difficoltà. Secondo l’Istat, il valore aggiunto agricolo ha fatto registrare una crescita dello 0,3 per cento, mentre nel 2012 era calato del 4,3 per cento. Il settore primario si è rivelato l’unico in controtendenza. “I costi produttivi e contributivi e l’opprimente burocrazia –ha sostenuto il presidente della Cia Scanavino- frenano, però, pesantemente l’attività imprenditoriale, con dirette conseguenze sulla competitività che, purtroppo, continua a scendere. Ecco perché rinnoviamo al governo Renzi l’invito a riaccendere al più presto i riflettori sul mondo agricolo che, con interventi e politiche efficaci, può dare un notevole contributo alla tanta auspicata ripresa, anche in termini occupazionali”. Serve, insomma, una scossa per le imprese, un vero cambio di marcia nella politica agraria nazionale, soprattutto in vista di appuntamenti determinanti come l’applicazione della nuova Pac e Expo 2015.

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