Agrinsieme ha incontrato il ministro del Lavoro Enrico Giovannini e il sottosegretario allo Sviluppo economico Simona Vicari. Nell’incontro con il ministro Giovannini è stato rimarcato che mentre in Italia si registra la disoccupazione più alta degli ultimi vent’anni, l‘agricoltura tiene. Cresce il numero degli occupati dipendenti nel settore primario (più 3,6 per cento nel 2012, più 0,7 per cento nel primo trimestre dell’anno secondo i dati Istat), invece in calo in tutti gli altri comparti produttivi. I lavoratori dipendenti, secondo i dati Inps ed Enpaia, sono oltre un milione, mentre le imprese datoriali sono oltre 200 mila. Agrinsieme ha presentato al ministro le proprie proposte per l’inserimento del settore agricolo negli incentivi all’occupazione e per la semplificazione. In primo luogo, ha sollecitato un intervento che ripristini forme di flessibilità adeguate, a partire dai contratti a termine, che possono rappresentare anche un possibile strumento di entrata dei giovani nel mondo del lavoro. Proprio per le potenzialità che ha il settore primario, è opportuno che le imprese possano usufruire degli incentivi all’occupazione fortemente limitati dalla regola comunitaria del de minimis, che non consente alle imprese agricole di percepire aiuti di stato superiori a 7.500 euro in tre anni. Questa regola -che si applica ad esempio all’apprendistato e a molte altre disposizioni agevolative di fatto rende inapplicabile il regime di sgravi ai datori di lavoro agricolo. Per questo occorre individuare soluzioni per superare questo limite, eventualmente anche rinegoziandolo con l’Unione europea. Agrinsieme ha evidenziato, inoltre, le caratteristiche del mercato del lavoro agricolo, con l’incidenza dei rapporti a termine molto alta (circa il 90 per cento), mentre è relativamente contenuta quella dei rapporti a tempo indeterminato (circa il 10 per cento). Varare le misure incentivanti sui rapporti a tempo indeterminato rende tali misure scarsamente applicabili al settore agricolo che, al contrario, merita la massima attenzione all’interno del contesto socio-economico del Paese. Agrinsieme, quindi, ha proposto al ministro una revisione dell’apprendistato e l’introduzione di sgravi fiscali e contributivi per l’assunzione di giovani, anche con contratto a termine “stabile”, ossia di durata almeno triennale e con una garanzia occupazionale di almeno 101 giornate annue. E’ stata, infine, chiesta l’introduzione di alcune semplificazioni a costo zero, in materia di lavoro e senza ridurre i livelli di tutela in materia di sicurezza del lavoro. Tra le proposte di Agrinsieme quella delle assunzioni di gruppo per reti d’impresa, gruppi economici, “pool” di aziende. Dalle campagne giunge un messaggio preciso al Paese, bisogna garantire un futuro, specialmente alle nuove generazioni.
L’incontro con il sottosegretario Vicari si è incentrato sul provvedimento relativo alla semplificazione che il ministero, insieme a quello della Funzione pubblica, sta predisponendo. Agrinsieme ha indicato al rappresentante del governo le priorità in quest’ambito e che sono relative all’attività di vigilanza; agli interventi di manutenzione boschiva e aree verdi; alla ruralità dei fabbricati. Per quel che riguarda l’agroalimentare, sono stati discussi le assunzioni di gruppo, lo sviluppo delle reti di imprese, i sistemi di alimentazione degli impianti a biogas, le norme sulla sicurezza del lavoro. Attenzione è stata anche dedicata all’attuazione dell’art.62 sul territorio