“Non c’è nessuna scelta, né direttiva di chiusura”. Così Claudia Merlino, responsabile Relazioni sindacali di Cia, risponde a Uila, Fai e Flai, secondo le quali le associazioni di categoria starebbero “rifiutando” il negoziato per il rinnovo dei contratti provinciali per i lavoratori agricoli. “Ricordiamoci – ha chiarito Merlino in un’intervista-, che i contratti territoriali agricoli hanno pari dignità rispetto alla contrattazione nazionale nei confronti della quale godono di una piena e totale autonomia. Non abbiamo nemmeno la possibilità di indirizzare il territorio verso scelte di chiusura. La contrattazione agricola ha la particolarità che la salvaguardia del potere d’acquisto viene distribuita tra il contratto nazionale e il contratto territoriale, due anni  per ciascuno”.

Il presidente Sandroni ricorda che il rinnovo deve tenere presente le difficoltà economiche che in questo momento colpiscono le aziende agricole, gli aumenti dei costi produttivi , le calamità naturali e non ultimo le amministrazioni che  creano quotidianamente problemi su tutto il territorio. Cito Inps che, con alcune discutibili interpretazioni delle disposizioni, sta facendo accertamenti che disconoscendo la contrattazione agricola contestano le retribuzioni che abbiamo fino ad ora applicato”. Non abbiamo bacchette magiche, bisogna rimettersi al tavolo e discutere tenendo in considerazione che il settore agricolo è stato l’unico a tenere un buon livello occupazionale anche nel 2012 segnando, anzi, un piccolo aumento”. Per noi la strada è quella del dialogo rivedendo, forse, le attese economiche dei sindacati in base alla reale situazione delle aziende; ricordo a tutti che gli aumenti richiesti arrivano anche all’otto o dieci per cento”.

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