l’Europa è pronta a stanziare 150 milioni per lenire i dolori finanziari dei coltivatori vittime dell’eccessivo allarmismo seguito all’epidemia scatenata dal batterio E.coli. È un modo per esprimere solidarietà a chi non ha colpe, e riconoscere che qualcuno ha sbagliato, che l’allerta deve partire solo sulla base di informazioni certe. Il commissario Ue all’Agricoltura, Dacian Ciolos, s’è detto pronto a coprire un terzo delle perdite subite soprattutto da chi vende cetrioli e lattuga. L’idea è di ritirare l’invenduto sino a fine giugno e saldarlo a stretto giro. Ma molti, Italia compresa, ritengono che non sia abbastanza. «È una misura insufficiente – ha detto il ministro Saverio Romano che domani riferirà al Consiglio dei ministri -, temo se ne dovrà parlare ancora». L’Italia dice che è comunque poco, per noi il danno «va oggi dai 50 ai 100 milioni», ha stimato il ministro Romano. Furibondi gli spagnoli. Vogliono un indennizzo del 100 per cento dei danni subiti per colpa dei tedeschi che hanno scatenato l’inutile campagna contro i cetrioli. «Non è detto che sia l’Europa a dover pagare», spiega una fonte Ue, anche se alla fine lo farà. La pressione ha costretto Ciolos a mostrare flessibilità, che comunque faticherà a finanziare. Fra le ipotesi, quella di autorizzare aiuti di stato nazionali. Prossima riunione il 14 giugno. Il commissario romeno si è comunque «impegnato a riconsiderare sia la percentuale di indennizzi da versare ai produttori colpiti, sia gli stanziamenti complessivi per dare una risposta proporzionata alla crisi». Nella lista dei rimborsabili potrebbero esserci anche zucchine e peperoni.(FONTE LA STAMPA)